Dieta vegetariana dimagrante: esempio di menù settimanale per perdere peso e dimagrire

Dieta vegetariana dimagrante

Tra le tante diete tipiche del periodo estivo, la dieta vegetariana dimagrante è considerata una tra le più sane ed equilibrate, oltre che efficace. In questo articolo, quindi, ci occuperemo di illustrare qualche esempio utile di questo particolare regime alimentare che si rivela molto efficace per tutte quelle donne che vogliono perdere peso e dimagrire. Vediamo nel particolare, quindi, in cosa consiste questo metodo di dimagrimento e un esempio di menù settimanale.

La dieta vegetariana dimagrante: come funziona?

La dieta vegetariana dimagrante è un tipo particolare di regime alimentare perché, oltre a prevedere la perdita di peso, richiede anche un sensibile cambiamento nella vita di tutti i giorni, dettato, appunto, dalla rinuncia a qualsiasi tipo di carne o pesce. Per questo motivo è consigliabile iniziare questo tipo di dieta solo se si è realmente intenzionate a cambiare radicalmente il proprio stile di vita. L’interesse per questo tipo di metodo di dimagrimento è molto cresciuto in questi ultimi anni, soprattutto in reazione ai servizi giornalistici, libri e interviste che si sono fatte su come vengono trattati gli animali prima e dopo il macello. Ma anche per i timori dovuti al tipo di malattie che possono scaturire da una dieta troppo ricca di carne, anche se non è ancora stato dimostrato scientificamente una reale influenza della carne rossa sulla formazione, per esempio, dei tumori.

Molte persone quindi approdano a questa dieta non solo per sperimentare un nuovo metodo dimagrante che sia efficace e salutare, ma anche per convinzioni ideologiche più profonde. Andando più nel dettaglio esistono diversi tipi di dieta vegetariana, alcune infatti lasciano più libertà nella scelta dei cibi rispetto ad altre. Ad esempio uno dei tipi più diffuso è quello di una rinuncia che comprende esclusivamente tutti quei prodotti che rientrano nel consumo di carne e di pesce (molluschi compresi), mentre è aperta al consumo del latte e dei suoi derivati, del miele e delle uova. Alcuni invece rifiutano queste ultime, concedendosi solo il latte e i derivati, mentre la più integralista di tutte è la famosa dieta vegana, che vieta l’assunzione di tutti quei prodotti che rientrano nella sfera del consumo animale, e che quindi prevede la rinuncia anche a latte, miele e uova. Tuttavia nella dieta vegetariana classica di cui ci occuperemo bisogna tenere a mente che sono ad essere banditi dalla tavola saranno solo la carne e il pesce.

Un esempio di menù settimanale di dieta vegetariana per perdere peso

La mancanza delle proteine animali in ogni dieta vegetariana che si rispetti, fa sì che queste debbano essere sostituite con altri alimenti, per non rischiare di incorrere in un regime dietetico sballato e dannoso per la salute. In sostituzione di carne e pesce si possono provare altri prodotti, anche se va detto che non saranno mai dei sostituti totali delle proteine mancanti in qualsiasi dieta vegetariana; comunque tra le varie alternative da comprendere nella dieta saranno alimenti come il tofu, la soia, il seitan e il tempesh. In un esempio di menù settimanale vegetariano, quindi, questi prodotti andrebbero alternati a carboidrati, verdura, frutta e latticini, organizzando una dieta che sia sana e aiuti a perdere peso e a dimagrire. Vediamo nel dettaglio un ipotetico menù.

Come visto nel caso specifico della dieta Scarsdale vegetariana, i medici consigliano sempre di mangiare cinque volte al giorno; in particolare il lunedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica la colazione deve essere costituita da una tazzina di caffè amaro con due fette biscottate integrali; dopo lo spuntino di metà mattinata costituito da uno yogurt, per il pranzo via libera alla pasta, a patto che sia integrale, non superi i settanta grammi e sia cucinata con la verdura e olio a crudo. Lo spuntino pomeridiano si può fare con un frutto, mentre arrivata l’ora di cena si dovrebbe prediligere la verdura di stagione in un minestrone o una zuppa di legumi. I restanti giorni, cioè il martedì, il giovedì e il sabato la colazione andrebbe fatta con the verde o latte vegetale con i cereali; per gli spuntini invece una centrifuga o una spremuta, mentre per il pranzo non più di ottanta grammi di riso con il pomodoro o con altre verdure e per la cena ci si può concedere anche delle uova (non più di due) o del formaggio, possibilmente non stagionato e di capra o pecora.

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