Febbre reumatica da adulti: sintomi e terapia consigliata

Febbre reumatica da adulti

La febbre reumatica è una malattia che parte da un’infezione alla gola e che con il tempo può prendere una piega anche pericolosa. I soggetti più in pericolo di contrarre questa patologia sono più comunemente i bambini e i neonati, ma ci sono alcuni casi in cui può colpire anche gli adulti. Vedremo nel particolare quali sono i sintomi che si manifestano per primi, quelli a cui fare attenzione fin da subito, e la terapia consigliata nel caso di contrazione della malattia.

Febbre reumatica in età adulta, i sintomi da valutare

La febbre reumatica è una malattia infiammatoria che insorge dopo aver contratto un’infezione a causa di un batterio: lo streptococco del gruppo A, che causa faringite o scarlattina. A seguito di queste infezioni possono insorgere delle complicazioni, che sono poi il vero pericolo che questa malattia può comportare. Generalmente la febbre reumatica colpisce nella maggior parte dei casi i giovani (senza distinzione di sesso) di un’età compresa tra i 5 e i 15 anni, ma sporadicamente può presentarsi anche in soggetti di età adulta. Inoltre nei paesi sviluppati i casi di contrazione della febbre reumatica sono molto rari; rappresenta un problema più serio, invece, nei paesi in via di sviluppo, poiché non hanno un’efficiente regolamentazione dal punto di vista igienico-sanitario e, per questo, riescono a combattere con meno efficacia l’insorgenza di malattie infettive. Anche se molto raramente, la febbre reumatica può presentarsi, come abbiamo detto, anche negli adulti, con dei sintomi comuni a quando insorge nei bambini; vediamo quali sono.

Innanzitutto i sintomi variano a seconda delle persone e del periodo in cui si trova la malattia; la febbre vera e propria compare all’incirca tra le due e le quattro settimane dopo l’infezione da streptococco. Inoltre il malato è soggetto ad artrite: dolore generalizzato alle articolazioni misto a dolore toracico, con problemi particolari a caviglie, ginocchia, polsi e gomiti. Senso di affaticamento e affanno dovuto al fiato corto, mentre, nei casi più gravi, la febbre reumatica può portare all’insorgenza della corea, un movimento disordinato del corpo dovuto all’infiammazione dei centri cerebrali che controllano le azioni di volto, mani e piedi. Tuttavia il sintomo più grave e che potrebbe avere le conseguenze più pericolose per il soggetto malato, è l’infiammazione a carico del cuore, con il muscolo che ha difficoltà a pompare sangue in tutto il corpo e le complicazioni che questo provoca.

La terapia consigliata per la febbre reumatica in età adulta

La diagnosi per la febbre reumatica non prevede l’utilizzo di attrezzature apposite, quindi dovrà essere effettuata da uno specialista in grado di leggere correttamente l’insorgenza di tutti i sintomi. Lo scopo principale della terapia consigliata per sconfiggere la malattia e per non aumentarne i rischi, è quello di estirpare tutti gli streptococchi di tipo A presenti nell’organismo, in modo da alleviare col tempo i sintomi e tenere sotto controllo l’infiammazione. Per questo il primo passo da fare è quello di prescrivere un ciclo di antibiotici volto a sradicare i batteri responsabili della malattia, mentre verranno poi prescritti altri cicli periodicamente negli anni successivi, al fine di prevenire una pericolosa ricaduta.

Per chi ha avuto particolari problemi a livello articolare, sono importanti i farmaci anti infiammatori volti a ridurre il gonfiore delle articolazioni. È raccomandato, quindi, l’uso di aspirina o di farmaci anti infiammatori non steroidei, mentre per i pazienti che hanno presentato l’insorgere della corea, il medico può prescrivere un anticonvulsivante, come l’acido valproico o la carbamazepina.

Per i soggetti, invece, adulti e non, che hanno contratto, a causa della febbre reumatica, un’infiammazione cardiaca, la terapia antiinfiammatoria preventiva potrebbe continuare anche per tutta la vita. Infatti, nel caso di presenza di cardite, oltre all’assunzione di cortisone per bocca, la terapia da portare avanti sarà decisa in un secondo momento dalla valutazione cardiologica di uno specialista che valuterà la gravità del coinvolgimento valvolare. Il pericolo più importante, infatti, riguarda proprio i danni alle valvole cardiache, poiché un loro malfunzionamento, dovuto alle possibili complicazioni che la febbre reumatica potrebbe comportare, andrebbe ad alterare la circolazione sanguigna.

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