Nono mese di gravidanza, i sintomi principali: dolori mestruali, pancia dura e contrazioni

Sintomi gravidanza nono mese

Arriva il nono mese di gravidanza e la pancia diventa dura e la futura mamma avverte dolori molto simili a quelli mestruali. Sintomi che possono preoccupare, ma che rientrano nella norma e sono del tutto spiegabili. Le mamme di oggi vogliono essere pronte e ben informate sui cambiamenti della loro gravidanza, e prepararsi al meglio all’arrivo del nascituro. È fondamentale quindi capire come riconoscere questi sintomi e capire cosa significano.

Pancia dura e dolori mestruali, sintomi principali del parto al nono mese

Il nono mese, l’ultimo della gravidanza, secondo il calcolo delle settimane di gravidanza comincia a 35 settimane più un giorno e si conclude a 40 settimane. Solitamente già dalla 38esima settimana è del tutto normale poter entrare in travaglio. Il bambino dovrebbe già mettersi in posizione podalica, ovvero con la testa rivolta verso il basso. Si verifica così una pressione sui muscoli pelvici, ragione per cui la pancia tende a diventare più bassa e più dura. 

In questa fase si manifestano una serie di sintomi che potrebbero mettere in allerta la futura mamma, ma si tratta in realtà di avvisaglie che precedono di giorni o perfino di settimane l’inizio del vero travaglio.

L’aumento di volume dell’utero tende a premere sulla vescica, accentuando così lo stimolo a urinare. Altrettanto normali sono poi i dolori al basso ventre simili appunto a quelli mestruali, così come delle perdite biancastre.

Un fenomeno che preannuncia la nascita del bambino o bambina è la perdita del tappo mucoso, una sostanza gelatinosa, senza colore, talvolta striata di sangue. Tale tappo svolge la funzione di isolare l’utero dall’ambiente esterno.

Un altro sintomo diffuso sono le contrazioni che non vanno però confuse con quelle vere e proprie che precedono il parto. Questo genere di contrazioni sono dette di Braxton Hicks, dal nome del medico inglese che le ha scoperte. A differenza di quelle reali, sono di tipo preparatorio e poco dolorose. Tuttavia se si ripetono spesso è preferibile fare un controllo o riposarsi un po’. È abbastanza normale infatti sentirsi più affaticate nell’ultimo mese di gravidanza, a causa dell’aumento di peso del pancione.

Rottura delle acque e contrazioni al nono mese di gravidanza: gli altri sintomi

I sintomi del parto sono ben precisi e ormai descritti nel dettaglio da tutta una letteratura scientifica. I segnali del travaglio vero e proprio in realtà sono la rottura delle acque e le vere contrazioni, quelle che provocano la dilatazione della cervice. La rottura delle acque consiste nella rottura delle membrane che contengono il liquido amniotico. Si può manifestare sotto forma di perdite continue o come un fiotto improvviso. Se non avviene in maniera naturale, le acque possono essere rotte dall’ostetrica.

Le vere contrazioni sono tendenzialmente ritmiche, regolari e dolorose. Una volta divenute più ravvicinate e forti da almeno un’ora, è opportuno recarsi in ospedale. Le doglie vere e proprie, causate dalla dilatazione del collo dell’utero, si verificano ogni 40, 30, 15 minuti, e poi ogni 2-3 minuti. Il dolore diventa sempre più intenso, e una singola contrazione aumenta la sua durata dai 15-20 secondi, fino a 90.

Un parto è del tutto normale dalla 36esima alla 42esima settimana di gravidanza, quindi due settimane prima o dopo il termine. Non è semplice prevedere quando arriverà questo momento, tuttavia oltre alla perdita del tappo mucoso, le fitte nella parte bassa della schiena e una difficoltà nella respirazione sono i segnali che il bambino si sta avvicinando al canale del parto.

Cosa fare allora quando arrivano le famose contrazioni? Se possibile cercare di rilassarsi con una doccia calda, o distrarsi camminando in casa, o sedersi, o in generale assumere una posizione comoda. Si tratta di un evento naturale che può provocare ansia e paura nella donna, ma che va affrontato con calma e preparazione. Si possono acquistare libri e riviste, oppure navigare su Internet o rivolgersi al proprio ginecologo per affrontare al meglio questo momento delicato e al tempo stesso meraviglioso, per l’arrivo di una nuova vita.

Respirazione, concentrazione e pazienza sono strategie per affrontare al meglio un momento che può incutere ansia nella futura mamma. Sono dei modi per vincere tutte le paure che possono sopraggiungere in un momento senza dubbio delicato nella donna, ma del tutto naturale.

Niente paura allora se si avvertono i sintomi di cui abbiamo parlato, sono del tutto normali e spiegabili. Non resta che vivere la gravidanza il più serenamente possibile e prepararsi all’arrivo del proprio figlio o della propria figlia con gioia.

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