Obbligo di fedeltà coniugale: cosa dicono gli articoli del codice civile sul matrimonio

Obbligo fedeltà coniugale

Cos’è ed in cosa consiste esattamente l’obbligo giuridico di fedeltà coniugale ai sensi delle disposizioni del codice civile? In teoria siamo tutte preparate, eppure il significato strettamente giuridico di questo obbligo potrebbe sfuggire a molte di noi, vale perciò la pena approfondire un po’ il tema e cercare di informarsi al meglio con l’aiuto del codice civile. Il matrimonio è forse il legame più importante che le persone possano instaurare nell’arco della propria vita. Coloro i quali si sottopongono a questo vincolo – sacro o laico che sia – con la serietà che gli è propria, resteranno legati l’un l’altro finché morte non li separi, onoreranno gli obblighi reciproci scaturenti dal negozio giuridico e si impegneranno a superare gli ostacoli che quasi inevitabilmente, nell’arco del tempo, finiranno far vacillare un po’ il rapporto.

D’altronde è innegabile che il mantenimento costante di una condotta opportuna e rispettosa nei confronti del proprio coniuge non è certo un proposito da poco quando si condividono, tra le tante cose, anche e soprattutto quei trascurabili momenti di quotidianità all’insegna di nervosismo, stanchezza, frustrazione. Insomma, non è solo cadendo vittima del travolgente desiderio passionale di madame Bovary che il matrimonio può da adito a qualche momento di smarrimento.

Il valore del matrimonio e l’obbligo di fedeltà nell’ordinamento giuridico: gli articoli del codice civile

Tuttavia, l’importanza e il coraggio insiti nell’atto di sposarsi stanno proprio nello scegliere di affrontare tutto questo in due, fondando su questa scelta la propria famiglia. È proprio qui che risiede la ragione per cui il nostro ordinamento, riconosce al negozio giuridico del matrimonio un valore fondamentale, quale istituto su cui si fonda la primissima e più importate formazione sociale umana, appunto, il nucleo familiare.

A conferma di questo grande valore riconosciuto al matrimonio – peraltro, estremamente risalente nel tempo, riconosciuto già nelle società dell’antica Grecia e dell’antica Roma – il codice civile italiano contiene una serie di disposizioni dedicate al rapporto tra coniugi e ai rispettivi obblighi che una coppia sposata è chiamata a rispettare. Scopriamo allora in cosa consista, in particolare, il più discusso e chiacchierato di questi obblighi: l’obbligo di fedeltà coniugale. A volte si riescono a superare tantissime difficoltà per salvare la coppia e la famiglia, riuscendo addirittura a perdonare un tradimento confessato, ma cosa ne pensa la legge di tutto questo?

Punto di riferimento di questa nostra analisi è l’articolo 143 del codice civile: il quale, in linea con il principio fondamentale di uguaglianza – contenuto all’articolo 3 della nostra Costituzione – enuncia in primo luogo che “Con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri”. Tutto ciò che segue dunque, è da considerarsi valido per entrambi i coniugi indistintamente, il che potrebbe apparire un concetto scontato o banale ma, a ben vedere, per il genere femminile si tratta di una conquista storicamente recente, e che molti popoli – soprattutto nei paesi islamisti – non hanno ancora raggiunto.

Con il secondo comma del medesimo articolo si entra nel vivo degli obblighi coniugali: “dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione”. Si evince immediatamente il ruolo primario rivestito dell’obbligo di fedeltà, primo tra tutti tra gli obblighi enunciati. L’obbligo di fedeltà consiste nell’astenersi reciprocamente dall’intraprendere e mantenere relazioni sentimentali con altri soggetti. La giurisprudenza ha più volte ribadito che con obbligo di reciproca fedeltà, si deve intendere non solo come astensione dai rapporti sessuali con altre persone.

Anche quella che può essere definita dedizione spirituale deve essere riservata esclusivamente al coniuge. Conseguentemente, l’obbligo di fedeltà è violato anche se uno dei due coniugi preferisca intrattenere rapporti personali privilegiati con soggetti terzi. Questo è uno degli aspetti poco conosciuti dell’obbligo di fedeltà ed è finalizzato ad impedire che, pur in mancanza di rapporti sessuali, un rapporto esterno al matrimonio intrattenuto da uno dei due coniugi, possa minare l’unione familiare.

Ultime novità sull’obbligo di fedeltà coniugale

È bene indicare che nel 2016 si sono compiuti alcuni passi avanti verso il superamento dell’obbligo coniugale di fedeltà. Il disegno di legge – di modifica del secondo comma dell’articolo 143 – è stato presentato nel febbraio 2016 al senato, consta di un unico articolo: qualche parola che però potrebbe rivoluzionare definitivamente l’intero istituto del matrimonio. La Cassazione aveva d’altronde già ridimenzionato la portata dell’obbligo con una sentenza che stabiliva che non è sufficiente, ai fini della pronuncia di addebito della separazione “la mera inosservanza dell’obbligo matrimoniale” – Cass. N. 7998/2014 –.

Non è molto chiaro quale sarà il futuro di questo disegno di legge, tuttavia il fatto stesso che sia stato proposto è indicativo del fatto che, forse, non è più la fedeltà il primo in importanza dei doveri coniugali in senso strettamente legale. Questo però non toglie assolutamente nulla al fatto che qualsiasi rapporto sano e duraturo si debba fondare senz’altro sulla fiducia reciproca. Il tradimento, la violazione dell’obbligo di fedeltà, può determinare la fine di un rapporto importantissimo oppure essere perdonano a prescindere dal quadro legale ad esso inerente.

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