Dislessia nei bambini, sintomi e come riconoscerla: test online con esercizi e cure d’aiuto

Dislessia bambini

La dislessia infantile rientra tra i disturbi specifici dell’apprendimento e riguarda la lettura. I soggetti dislessici hanno difficoltà nel decodificare i testi. I bambini che soffrono di questo disturbo faticano a leggere ad alta voce. Questo aspetto non riguarda l’intelligenza. I dislessici omettono alcune parti della parola o invertono le lettere; non riesce a distinguere lettere simili confondendo ad esempio la m con la n, la p con la b; faticano ad associare le lettere con i suoni corrispondenti. La dislessia è un disturbo congenito, che si manifesta con evidenza quando comincia l’apprendimento scolastico.

La dislessia è meno frequente in quei paesi con lingue in cui vi è una corrispondenza trasparente tra segni e suoni come ad esempio l’italiano. Questa è la ragione per cui vi è una percentuale più elevata di dislessici nei paesi di lingua inglese. Vediamo  quindi come riconoscerla nei bambini, quali sono i sintomi e le possibili cure d’aiuto.

Sintomi della dislessia nei bambini

Alcuni sintomi specifici permettono di riconoscere la dislessia nei bambini. La diagnosi precisa della dislessia può essere fatta intorno alla seconda elementare, anche se già prima possono emergere alcuni segnali diagnosticabili attraverso test effettuati da psicologi o neuropsichiatri. Occorre precisare che difficoltà nella lettura possono presentarsi di frequente nei bambini in età scolare, ma non è detto che si tratti di dislessia. Questa è la ragione per cui gli specialisti consigliano di aspettare almeno un anno e mezzo dall’inizio della scuola, per potere stabilire se si è in presenza o meno di questo disturbo.

Uno dei principali sintomi della dislessia è la difficoltà del bambino trovare la parola giusta quando si esprime. Altri sintomi importanti sono la scarsa capacità di estrapolare le informazioni rilevanti nella lettura di un testo, e la scarsa capacità di distinguere i suoni, con conseguente confusione degli stessi.

Se quindi si sospetta che il proprio bambino sia affetto da dislessia bisogna rivolgersi al pediatra che vi indirezzerà da uno psicologo per effettuare un test standardizzato, per il riconoscimento del disturbo.

Una volta diagnosticato il disturbo non bisogna fare altro che affrontare il problema con i diversi metodi oggi a disposizione. A partire dalla legge 170 dell’ottobre 2010 la scuola e la società hanno mostrato una maggiore sensibilità verso il problema della dislessia. In base a questa legge la dislessia, la disgrafia, la discalculia e la disortografia sono riconosciuti come DSA, ovvero disturbi specifici dell’apprendimento, garantendo il diritto all’istruzione, riducendo i disagi relazionali ed emozionali, e favorendo percorsi didattici riabilitativi.

Test online con esercizi e cure d’aiuto per la dislessia infantile

Fermo restando che la diagnosi di dislessia va fatta da uno specialista, se si sospetta questo disturbo nel bambino ci si può avvalere di alcuni test disponibili online. Alcuni test prevedono delle domande altri ancora degli esercizi con liste di parole e sillabe.

Oggi i metodi per aiutare i bambini dislessici sono vari: dai trattamenti dal logopedista, ai software che aiutano a semplificare lo studio. Più l’intervento sarà tempestivo maggiori saranno i risultati. I genitori possono ad esempio leggere ai figli storie ad alta voce e proporre giochi in cui si utilizzano le parole per insegnare loro a suddividerle. E’ molto importante non rimproverare il bambino minandone l’autostima e nel momento in cui commette un errore invitarlo a soffermarsi, trovando insieme una soluzione.

Un team dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Istituto Eugenio Medea di Lecco, ha mostrato come l’uso dei videogiochi d’azione possano essere utili per migliorare la capacità di lettura dei soggetti dislessici, in quanto agirebbero sui circuiti cerebrali visivi e uditivi.

Cruciale poi il ruolo della scuola che deve intervenire adeguando la didattica ai bambini che presentano questi disturbi. La questione non interessa soltanto gli insegnanti di sostegno, ma l’intero corpo docenti. Su Internet si possono trovare diversi materiali didattici e consigli per una didattica inclusiva. Infatti il bambino dislessico non va considerato un caso isolato, perché il rischio è di farlo sentire diverso dagli altri compagni. L’insegnante dovrà quindi utilizzare mappe e tabelle con tutta la classe; creare dei tabelloni con riferimenti visivi; favorire i lavori di gruppo; utilizzare materiali audiovisivi.

Agli alunni con diagnosi si devono pertanto consentire interrogazioni programmate; testi ridotti per quantità di pagine. Avvalendosi di tabelle con l’alfabeto con i vari caratteri, tavole geometriche, cartine geografiche e storiche, cd, registrazioni delle lezioni  si possono ottenere degli ottimi risultati.

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