Bambini obesi: in Italia e nel mondo prosegue una crescita vertiginosa

Bambini obesi

bambini obesi in Italia e nel mondo stanno crescendo in maniera vertiginosa. L’obesità è un problema davvero preoccupante specialmente tra i più piccoli per le conseguenze che comporta a livello di salute. Un’alimentazione sana e uno stile di vita basato sul movimento quotidiano sono gli unici modi per scongiurare questi problemi. Scopriamo quali sono i numeri e le statistiche relative all’obesità tra i bambini in Italia e nel mondo.

Obesità nei bambini in Italia: le statistiche

L’obesità consiste in un eccesso di tessuto adiposo in grado di comportare numerosi rischi per la salute come malattie cardiovascolari, diabete, pressione alta ecc. Può essere definito anche un disordine nutrizionale molto diffuso nei paesi sviluppati ed uno dei problemi più frequenti tra i bambini.

Non è semplice conoscere le cause dell’obesità. Nella maggior parte dei casi infatti i pazienti sono affetti da obesità essenziale, una condizione particolarmente eterogenea dal punto di vista ambientale, metabolico ed eziopatogenetico. Le cause eziopatogenetiche possono essere fattori socio-ambientali, psicologici o organici. Solo una piccola percentuale di bambini sono affetti da obesità secondaria le cui cause sono legate a malattie endocrine o ereditarie.

Da un’indagine promossa dal Ministero della Salute in Italia in alcune città campione in Lombardia, Campania, Toscana, Emilia Romagna, Puglia e Calabria il 23,9% dei bambini è in sovrappeso e il 13,6% è obeso. Secondo queste stime l’obesità sarebbe più alta al Sud rispetto al Nord. Queste percentuali sono peraltro in crescita. Oltretutto tra i bambini in età prescolare il rischio di divenirlo da adulti va dal 26 al 41%, percentuale che sale al 69% tra quelli in età scolare. Le percentuali crescono in maniera vertiginosa se uno dei due o entrambi i genitori sono obesi.

Le tabelle di riferimento per questo problema sono le tabelle nazionali elaborate dalla Società Italiana di Diabetologia ed Endocrinologia Infantile (SIEDP); tabelle internazionali elaborate dall’International Obesity Task Force (IOTF).

L’Italia è considerata tra i peggiori paesi europei per quanto riguarda i livelli di sovrappeso e obesità infantile, come dimostra la Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI). Di fatto nel nostro Paese l’obesità è uno dei maggiori problemi della sanità pubblica, anche se negli ultimi tempi si sta registrando una significativa diminuzione del tasso di obesità dei bambini. Si tratta dei primi risultati evidenti delle politiche sanitarie messe in atto.

Alcune stime recenti registrano infatti un trend positivo in Italia con una diminuzione del 13% dell’obesità tra i bambini, grazie ai dati rilevati dal Sistema di Sorveglianza Okkio alla Salute, promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati sono stati raccolti su un campione di 48.946 bambini di età compresa tra gli 8-9 anni e sui relativi genitori. Il campione è rappresentativo di tutte le regioni italiane.

Tuttavia ancora molto si può fare a tal proposito per ridurre ulteriormente queste percentuali. Le rilevazioni fatte nel corso di questi ultimi anni mettono in luce la diffusione tra i bambini di abitudini alimentari errate. Molti infatti o saltano o fanno una colazione errata, con merende troppo abbondanti a metà mattina. Inoltre i minori non consumano quotidianamente frutta e verdura, ma al contrario preferiscono bevande zuccherate o gassate.

Oltre all’alimentazione scorretta un elemento che incide sull’obesità infantile è la vita sedentaria: non svolgono giochi di movimento o attività fisiche strutturate. I bambini al contrario prediligono guardare la TV o giocare con videogiochi, tablet o cellulari per più di 2 ore al giorno, ovvero il tempo massimo raccomandato dagli esperti.

Bambini obesi nel mondo: i dati aggiornati

L’obesità infantile costituisce un problema di sanità pubblica a livello mondiale e un importante fattore di rischio di malattie croniche, con ripercussioni anche in età adulta. L’impatto che il problema ha a livello sociale mostra come sia necessario intervenire con la prevenzione sia a livello di sistema sanitario sia a livello sociale.

Il problema dell’obesità nei bambini è particolarmente diffuso nei paesi sviluppati, aree dove il benessere ha portato a un incremento di questi squilibri alimentari. In questi paesi si stanno pertanto sviluppando dei veri e propri piani per frenare il fenomeno con interventi che prevedono l’aumento del 25% dell’allattamento materno nei bambini; l’incremento del consumo di frutta e verdura; la riduzione del consumo di sale e di cibi salati.

Ad esempio si calcola che negli USA circa il 15% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni è obeso. I cibi consumati dai bimbi sono solitamente dolci, patatine, focacce ecc. Inoltre questi alimenti vengono consumati in prevalenza davanti alla TV.

Inoltre in linea generale nei paesi sviluppati si registra un eccesso di consumo di salumi, cioccolata, caramelle e cibi da fast food ricchi di calorie, grassi saturi, sale e zuccheri semplici.

Come intervenire sull’obesità nei bambini

L’obesità va trattata in maniera individualizzata circoscrivendo caso per caso. In accordo con i medici specialistici si deve procedere a riequilibrare la dieta senza farla avvertire al bambino come se fosse un peso. Oltretutto non va nemmeno colpevolizzato, ma supportato a livello psicologico e aiutarlo nel percorso di dimagrimento.

La famiglia svolge un ruolo senza dubbio centrale cercando di adeguare il proprio regime alimentare limitando l’introito di grassi; aumentando l’apporto di carboidrati quali frutta e verdura; diminuendo l’intensità calorica dei pasti; aumentando l’apporto di fibre. Oltre all’alimentazione deve essere favorita un’attività fisica che sia percepita come piacevole da parte del bambino.

Altri interventi di prevenzione devono essere approntati attraverso l’educazione sanitaria e alimentare presso le scuole materne, elementari e medie inferiori, con un coinvolgimento globale di famiglie, insegnanti, personale delle mense e medici di base. Alcune attività di screening inoltre possono aiutare a individuare i soggetti obesi e favorire interventi di tipo terapeutico appropriati.

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